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"Ci sono parole che non possono essere liquidate come battute"

Rendere effettive l'uguaglianza e l'equità di genere, dalla società ai campi di gioco. Articolo di Manuela Claysset e Tiziano Pesce


Ci sono parole che non possono essere liquidate come battute. Dopo le considerazioni del ministro Tajani sulle donne e sulle “gonne lunghe”, le parole pronunciate oggi dall’ex generale Roberto Vannacci riescono persino ad aggiungere volgarità a uno stereotipo che pensavamo appartenesse al passato. Il problema, però, non è la lunghezza di una gonna. E non è nemmeno soltanto una frase infelice.

Il problema è una cultura patriarcale che continua a ridurre le donne ai loro corpi, a misurarne, attraverso l’abbigliamento, la presunta rispettabilità o desiderabilità. Come se una donna dovesse ancora essere giudicata sulla base di come appare agli occhi di un uomo. Nel 2026 dovremmo essere molto più avanti di così.

La libertà delle donne, la parità e il rispetto della loro dignità non sono temi sui quali scherzare. Le parole contano. E quelle pronunciate da chi ricopre responsabilità pubbliche contano ancora di più, perché possono contribuire a costruire una cultura del rispetto oppure ad alimentare stereotipi e discriminazioni. Le donne devono essere libere di scegliere e di autodeterminarsi. Devono poter avere spazio, voce, opportunità di formazione e di lavoro, gli stessi diritti, le stesse tutele e le stesse possibilità.

Come Uisp crediamo sia importante chiedere a tutte le forze politiche quali programmi, politiche e azioni concrete intendano introdurre per rendere effettive l’uguaglianza e l’equità di genere e per contrastare le discriminazioni che ancora attraversano profondamente la nostra società.

Riteniamo altrettanto necessario investire nell’educazione e nella formazione, a partire dalle scuole, per decostruire stereotipi che non sono innocui e per educare alle differenze, al rispetto, alla libertà e alle relazioni. Sappiamo che anche lo sport è un fondamentale spazio educativo e culturale. Per questo come Uisp continuiamo ogni giorno, nei campi, nelle palestre, nelle piscine, nelle associazioni e nelle comunità che coinvolgiamo attraverso la nostra ampia e diffusa rete associativa, a promuovere un’altra cultura: fondata sull’equità, sul rispetto, sulla libertà e sul valore delle differenze.

Perché superare gli ostacoli significa anche questo: riconoscere e abbattere quelli culturali che ancora oggi impediscono alle donne di vivere una piena e reale parità. (di Manuela Claysset, responsabile Politiche di Genere e diritti Uisp, e Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp)